Felicità è un pizzico di noce moscata

Titolo: Felicità è un pizzico di noce moscata
Autore: Maria Goodin
Editore: Sperling&Kupfer
Collana: Pandora
Anno: 2013
Pagine:310
Prezzo: 17,90



Trama:
Meg non ricorda quasi nulla della propria infanzia, ma poco importa: la madre Valerie, svagata e fantasiosa, l'ha cresciuta nutrendola di storie meravigliose sul suo passato e sulla sua famiglia. E intanto, nella cucina che profumava di frutta e cannella, sfornava a ripetizione un dolce più buono dell'altro. Le ha raccontato, per esempio, che alla sua nascita la casa si era riempita improvvisamente dell'aroma intenso della noce moscata; che da piccola era così dolce che le bastava intingere un dito nel tè per zuccherarlo; che suo padre era un grandissimo pasticciere morto mentre preparava una magnifica torta... Il giorno in cui ha scoperto che sono tutte bugie, Meg ha scacciato la fantasia dalla propria vita, e anche la madre. Dopo molti anni, la malattia di Valerie la riporta in quella casa che continua a profumare di dolci. Dove, nella sua ostinata ricerca della verità sul proprio passato, Meg forse per la prima volta si avvicina davvero alla strana creatura che è la madre, scoprendo a poco a poco il motivo delle sue tante, estrose bugie. E a poco a poco impara a conoscere il suo mondo, un mondo nuovo che le riserva moltissime sorprese, fra le quali anche l'incontro con Ewan, il giovane e affascinante giardiniere di Valerie, che parla con le piante come un filosofo e sa tutto di mitologia classica. Forse, in fondo, la vita non è un perenne scontro fra mente e cuore, fra logica e sentimenti, forse è semplicemente un misto di verità, bugie e tutto quello che sta nel mezzo...

Recensione:
E' stato il titolo, più di ogni altra cosa, ad attrarmi di questo romanzo. In seguito, anche la sensazione di magia che la copertina mi stuzzicava, i romantici colori delle foglie autunnali e il libro in mano alla ragazza.
Felicità è un pizzico di noce moscata, è una lettura che prende fin dal primo momento, che coinvolge e proibisce di fare qualsiasi altra cosa che non sia continuare la lettura delle sue pagine. Ho letto questo romanzo in poco più di una giornata e come il titolo e la copertina mi avevano suggerito, così la storia al suo interno è stata magica, appassionante e soprattutto è valsa la pena di tenere il naso incollato alle pagine, perché è una storia che lascia davvero tanto.

Meg, la nostra protagonista, è cresciuta con una madre talmente fantasiosa che, è arrivata all'età di ventun anni senza sapere come sia stata realmente la sua infanzia. La madre, Valerie, le ha raccontato tantissime storie, episodi divertenti e ricchi di surrealismo, avventure vissute insieme, con un che di impossibile, che hanno sempre confuso Meg, più che divertito.

L'avanzare della malattia della madre, obbliga Meg a tornare a casa per occuparsi di lei, rischiando così di ripiombare nel mondo fatto solo di sogni, da cui si era fermamente allontanata da quando aveva intuito che la fantasia era un'immensa bugia.
Mark, il fidanzato di Meg, bello, intelligente e fortemente sicuro di sé, è tutto ciò che Meg ha sempre desiderato, ma non l'aiuta come lei vorrebbe, in quella delicata situazione in cui lei si trova, combattuta tra il prendersi cura della mamma e il voler scoprire a tutti costi il suo passato. In più, c'è Ewan, un pazzo giardiniere che non solo parla con le piante, ma trova anche deliziose le storielle che Valerie racconta in continuazione.

Questo romanzo mi ha divertito, sorpreso, commosso ed emozionato insieme. Per essere il primo lavoro di Maria Goodin, posso dire che il suo esordio è stato davvero sensazionale.

Le storie ricche di particolari e di profumata fantasia di Valerie, mi hanno divertita moltissimo. Il libro è colmo di “piatti”, perché la madre di Meg è una cuoca eccezionale con una fortissima passione per la cucina, che cerca di infondere a chiunque le stia vicino. Fiori, frutti, spezie, dolcetti alla crema e salse succose, non fanno altro che rendere la storia ancora più squisita (lasciando una certa acquolina in bocca).

I personaggi sono ben delineati, il romanzo è narrato in prima persona dal punto di vista di Meg, che ci racconta sia il presente, che il passato, attraverso ricordi che la madre le raccontava.

Meg è una ragazza indipendente e sicura di sé, che di punto in bianco ha deciso di chiudere in una scatola qualsiasi cosa non fosse estremamente reale. Vissuta nella più totale fantasia della madre, crescendo, ha deciso di attaccarsi solo alle cose scientificamente provate, che trova rassicuranti e sicure. Così Mark diventa il tipo perfetto per lei.
Mark è un personaggio che non mi è proprio piaciuto. L'ho trovato tremendamente freddo, nonostante lo stato in cui la madre di Meg si trova, non si sforza minimamente di andare d'accordo con lei, anzi arriva addirittura ad accusarla. È antipatico, pignolo e perfettino... insomma, l'ho detestato!


Valerie, è una donna stramba, o almeno questo è ciò che ho creduto all'inizio. Scoprendo via via i frammenti del suo passato, ho iniziato a pensare che fosse stata una persona davvero coraggiosa, e generosa, per aver creato una vita magica e felice alla figlioletta.
La storia si svolge per lo più nel Cambridgeshire, a casa di Valerie. Il colorato e speziato giardino di casa sua rende l'ambiente ricco e magico.

E' un romanzo davvero particolare, ben scritto, con un tocco di leggero divertimento e delicata commozione che mi hanno donato qualcosa di prezioso e che difficilmente riuscirò a dimenticare.

Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo

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