Una mano piena di nuvole


Una mano tesa a raggiungere l'impossibile, qualcosa di effimero, lontano, ma talmente bello e importante, che qualsiasi sforzo ne varrebbe la pena. E poi la copertina, dai tono uniformi e caldi dell'autunno, con quegli occhioni colmi di speranza su un viso costellato di pallide lentiggini. Questo è ciò che mi ha trasmesso il romanzo a prima vista. Romanzo, a cui non ho saputo resistere, come una vocina che chiamava a gran voce il mio nome, affinché lo leggessi. Non ho potuto fare altro che rispondere al richiamo.


Titolo: Una mano piena di nuvole
Autore: Jenny Wingfield
Editore: Garzanti
Anno: 2012
Pagine: 362
Prezzo: 16,40

Trama:
Swan ha solo undici anni, ma non ha paura di niente. Non ha paura di dire quello che pensa, non ha paura di azzuffarsi con i suoi fratelli, non ha paura delle bugie. Ma soprattutto non ha paura di fare quello che le è proibito. Anzi, lo adora. Quando una sera d'estate decide di sgusciare fuori di casa, non immagina di certo che nel bosco si nasconda l'incontro che le cambierà per sempre la vita. Lui è Blade, un bambino tutto pelle e ossa, dall'aria timida e smarrita, gli occhi neri e fieri. È il figlio di un addestratore di cavalli, uomo torvo e brutale, temuto da tutto il paese. Per Blade quella ragazzina è l'unica via di salvezza. Ha bisogno di lei per fuggire dalla violenza. Swan decide di aiutarlo e di nasconderlo. Perché, al contrario di tutti gli abitanti del paese, lei non teme il padre di Blade. L'unico posto sicuro è la grande fattoria di famiglia vicino al negozio del nonno, la drogheria che non chiude mai e vende di tutto. Ma non sarà facile. Non solo perché la famiglia è stata appena sconvolta da una tragedia, ma anche perché troppi sono gli occhi attenti e curiosi dei parenti. Ma Swan non vuole lasciare andare la piccola mano di Blade. Ed è determinata a tenere il segreto. Un segreto che sancirà un'amicizia forte e tenera ma estremamente pericolosa. Perché forse, in quell'estate in cui finalmente sono fioriti i papaveri, tutto l'amore del mondo potrebbe non essere sufficiente a fermare l'atroce vendetta di un essere animato dal male.

Recensione:
Swan, è l'undicenne protagonista della trama, dico della trama perché in realtà tutti i personaggi principali sono i protagonisti della storia. Al contrario di quello che mi ero immaginata, infatti, la storia è narrata in terza persona e non in prima.
Blade, il bambino che Swan cerca in tutti i modi di salvare dalla violenza del padre, appare effettivamente in un secondo momento, in seguito ad una dettagliata presentazione della famiglia Moses al gran completa. Famiglia, a dir poco particolare.

La scrittura dell'autrice è brillante, scorrevole e capace di creare continuamente qualcosa che il lettore non si aspetta, con personaggi profondamente caratterizzati. La Wingfield riesce a descrivere in modo semplice e delicato, le vite dei propri personaggi, in modo coinvolgente, grazie a cui il lettore riesce a immedesimarsi perfettamente, anche nelle situazioni più disparate.

Swan, è una ragazzina coraggiosa e indipendente. È uno spirito libero, come i due fratelli maschi Noble e Bienville, ma che, con un padre pastore, è costretta un po' a reprimere. Intelligente ed emotivamente forte, è alla continua ricerca di qualcuno con qui costruire un legame profondo e vero, senza rendersi di conto di essere così sensibile, da avere il dono di riuscire a capire alla perfezione le altre persone, in particolar modo gli adulti. Blade, invece, è un ragazzino smunto, ed estremamente bisognoso di aiuto. Molto più maturo rispetto agli altri bambini della sua età, risulta essere giustamente impaurito ed emotivamente instabile, ma abbastanza forte da provare a ribellarsi come meglio può.
Il personaggio infantile come “protagonista” magari può scoraggiare un certo tipo di lettore (ve lo dico, perché una mia amica non voleva leggerlo proprio pensando che a raccontare sarebbe stata una ragazzina di 11 anni), ma ripeto, la storia ha punto di vista esterno, quindi tutti i personaggi sono ben ampliati e hanno il giusto spazio. Tant'è che, il titolo originale è “The Homecoming of Samuel Lake”, ovvero “Il ritorno a casa di Samuel Lake”, che è il padre di Swan e dei suoi fratelli.
Un personaggio che ho molto apprezzato, è stato lo zio Toy, un uomo schivo, silenzioso e anche spericolato per certi versi, ma molto giusto. Mi è piaciuto il suo cambiamento nel corso del romanzo, perché riesce ad affezionarsi ai bambini, costruendo un legame puro, che in precedenza non aveva mai avuto (la moglie non è proprio da considerare). E' un personaggio anche molto generoso, come si può appurare nel corso del romanzo.

L'ambiente descritto dall'autrice, è ricco e vivido. Fa venire voglia di sguazzare nelle acque del ruscello, di correre tra i campi coltivati con il vento profumato sulla pelle e il cielo che si tinge di rosa. Di stare a dondolarsi per ore sotto al portico, godendosi il prezioso silenzio della natura...certo, a parte quando è aperto il Sempre Aperto, con la sua aria fumosa e la musica del juke-box a tutto volume. O, quando il silenzio è interrotto dalle grida dei bambini, che si rincorrono giocando agli indiani con meticolosa fantasia!
La parte dura e crudele del romanzo è impersonificata dal personaggio di Rass Ballager, padre di Blade. È un uomo subdolo e cattivo fin nel midollo, con una mentalità sciocca ma razionale, intento a pianificare le proprie mosse con estrema cautela, per non farsi sopraffare dalla violenza che lo caratterizza, di fronte agli altri. L'ho detestato fin da subito e ciò che accede nel finale (intendo ciò che accade a Swan, perché lui ha quel che si merita), mi ha completamente devastata. Pur essendo qualcosa di facilmente intuibile, è impossibile rimanere impassibili (scusate il gioco di parole), in uno stato di shock, senza provare rabbia, repulsione e la feroce voglia di scaraventare qualche cosa al muro!

Il libro è davvero bello, lo consiglio a tutti (se siete facilmente impressionabili, qualche scena violenta, c'è), coinvolgente, appassionante, capace di far palpitare il cuoricino e di far affezionare ai personaggi come se fossero amici.

Valutazione:
♥♥♥♥♥

La storia è una girandola di emozioni pronte ad esploderci dentro. Il rombo di un tuono che fatica a svanire, perché “Una mano piena di nuvole” è esattamente così, qualcosa che non ci si scorda più.



Le copertine delle varie versioni, sono altrettanto belle quanto la cover italiana!

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