Doppia (mini)recensione: Promettimi che ci sarai e Madapple - Il veleno più dolce


Buondì lettori!
Oggi  parlo di due libri che ho letto nelle scorse settimane, che sono "Promettimi che ci sarai" e "Madapple".
Ho poco tempo, e in vista della mia partenza per Londra (yeah, ormai manca pochissimo *_*) ho un sacco di cose da fare, quindi non mi sono potuta dilungare più di tanto.
Vi ricordo, che avete ancora qualche giorno per partecipare al Giveaway di Primavera, che termina giovedì.
Un saluto, e buon inizio settimana a tutti :)

Titolo: Promettimi che ci sarai
Autore: Carol Rifka Brunt
Editore: Piemme
Anno: 2014
Pagine: 418
Prezzo: 17,90

Trama:

Quando hai quattordici anni, il tuo cuore è un luogo oscuro, un labirinto di sentimenti che non sai decifrare. Timida, goffa e sognatrice, June è a disagio tra i coetanei. Preferisce rifugiarsi nel bosco dietro la scuola, con ampie gonne e strambi stivali, fingendo di essere stata catapultata a New York dal Medioevo, l'epoca in cui sarebbe potuta diventare un falconiere. Sarebbe bello riuscire a richiamare a sé, proprio come creature alate, le persone che non ci sono più. Come lo zio Finn: grande pittore e migliore amico di June, l'unico in grado di capirla, strappato troppo presto alla vita da una malattia di cui in famiglia è proibito parlare. Un giorno, June riceve un pacco misterioso. All'interno c'è la teiera preferita di Finn, accompagnata da una lettera firmata da un certo Toby: l'uomo che nessuno, al funerale dello zio, ha osato avvicinare. E che ora chiede proprio a lei di incontrarlo in segreto. June dovrà fare i conti con la paura e la gelosia prima di accettare il fatto di non essere stata l'unica persona speciale nella vita dello zio. E prima di aprirsi a un'amicizia che potrebbe aiutare sia lei che Toby a colmare quel grande vuoto. Dopotutto, era quello che avrebbe voluto Finn: fare incontrare le persone che più aveva amato, unirle come in un'unica cornice affinché si prendessero cura l'una dell'altra. Ecco il suo ultimo desiderio, ecco il suo più grande capolavoro.

Recensione:
Devo essere sincera, non so bene che cosa dire su questo libro. Delle volte è così facile, i pensieri sembrano volare direttamente sulla pagina e scriversi da soli, delle altre rimangono sotterrati ed è più difficile riuscire a cacciarli fuori.

Questo libro parla di tante cose diverse, è un contenitore di molteplici sentimenti: la malattia – in particolare l'AIDS – la famiglia, il rapporto di amore-odio tra fratelli, la disperazione e il dolore nel perdere una persona cara. Racconta dell'amore in tutte le sue forme, dei vari stadi dell'accettazione di una perdita, dell'insicurezza e della vulnerabilità a cui essa ci porta. Parla dei sentimenti, di quanto possano essere confusi a qualsiasi età, spesso riposti nelle persone "sbagliate" per noi, ma anche di solitudine, dell'essere considerati diversi, “strani”, solo perchè ci si rifiuta di uniformarsi ai coetanee come fotocopie sbiadite.È una storia particolare, originale, molto emotiva, raccontata dalla protagonista, June, una ragazzina molto intelligente, protettiva ed emotiva. 
I capitoli sono abbastanza brevi e scorrevoli, con una scrittura spesso poetica e a volte così estremamente vera che sembra quasi di aver scritto personalmente i pensieri che l'autrice ha messo su carta. June è una ragazzina particolare, così come la sorella che, detestabile per gran parte del libro, resta un mistero fino alla fine quando, solitudine e paura ci mostrano il suo cuore, rivelandoci i motivi per cui ha fatto ciò che ha fatto nel corso della storia.
"Le persone speciali vivono per sempre. Dentro di te.", così c'è scritto sulla cover del libro, e così è, perchè l'affetto di June nei confronti dello zio Finn, il rapporto speciale, privilegiato e confortante che i due avevano, si percepisce in ogni pagina, anche dopo che Finn se n'è andato. Anzi forse anche più dopo la sua morte, quando, piccoli  pensieri, regali e dettagli, fanno sentire June un po' meno sola e ugualmente speciale, perchè lui non si è mai dimenticato di lei, perchè lui è riuscito a prevedere ciò di cui sua nipote avrebbe avuto bisogno, e continua a sussurrarle all'orecchio anche dopo che il suo cuore ha smesso di battere.
Un libro davvero speciale, lo consiglio a tutti.

Valutazione:
♥♥♥♥


Titolo: Madapple
Autore: Christina Meldrum
Editore: Fazi
Collana: Lain
Anno: 2009
Pagine: 447
Prezzo: 19,50

Trama:
Aslaug è una ragazza singolare. La madre, Maren, l'ha cresciuta in un isolamento quasi assoluto, in una campagna dolce e solitaria dove le ha insegnato lingue sconosciute, le ha svelato le proprietà delle piante, l'ha iniziata ai segreti della natura. Ma quando, inaspettatamente, dovrà iniziare a cavarsela da sola, Aslaug farà i conti con il dolore per la morte della madre e con un ardente anelito di libertà. Vorrebbe andare lontano, lasciarsi ogni cosa alle spalle. Invece il destino prende a volte vie bizzarre: Aslaug si ritrova sotto processo con l'accusa di triplice omicidio, confinata in un nuovo isolamento, imprigionata in un mondo tormentato da controversie religiose e rivelazioni che la costringeranno od affrontare i demoni del passato. Più ci s'inoltra nella storia, più numerosi diventano i misteri da svelare. Riguardo all'enigma della nascita di Aslaug; riguardo all'essenza reale o immaginaria dei miracoli.


Recensione:
Madapple si è rivelata essere una storia molto diversa da quella che la trama mi aveva suggerito. La madre di Aslug, è una sorta di copia della madre di Carrie, la controlla, la tiene segregata in casa, spesso usa violenza. È molto diversa dalla ragazzina delle primissime pagine, anche se pronuncia solo poche frasi, bastano a suggerire un cambiamento radicale nella donna che poi diventa, e nel corso del libro se ne capisce la ragione.
I capitoli si alternano tra presente con la causa legale che Aslug sta affrontando, a passato. Il linguaggio utilizzato dall'autrice è in certi punti troppo prolisso, pieno di miti e informazioni religiosi che, se da una parte sono molto interessanti, dall'altra sono anche un po' troppi e  finiscono per annoiare.
Aslug ha una personalità molto particolare, difficile da descrivere. È sempre vissuta nella solitudine con la madre, non è abituata a stare in mezzo alle persone e rapportarsi con loro. Ha sempre accettato ciò che la madre le raccontava e spesso imponeva, e per lei è difficile ammettere che esistano altre realtà diverse da quella in cui la madre l'ha cresciuta. Sono stata insicura di lei fin quasi alla fine del libro, perchè anche se nel tempo riesce pian piano ad aprirsi con altre persone, rimane molto misteriosa, impulsiva, capace di tutto. Ha una mente labile, insicura, impaurita e, nonostante tutto, rimane molto legata alla madre. Ci sono parecchi alti personaggi in questo libro, ma in realtà sono pochi quelli che fanno veramente parte della storia, tanti sono quelli di contorno che si alternano durante il processo di Aslug in tribunale.La copertina è molto carina, perfettamente in tema con l'ambientazione narrata dall'autrice, che ha creato un romanzo tosto, spesso duro, ma molto, molto ben scritto e raccontato. Non ha nulla di fantasy (non so perchè, ma qualcosa me lo suggeriva), ma parla molto di credenze popolari, delle proprietà delle piante e quindi dell'importanza della natura per la sopravvivenza fisica e anche mentale. Molto carino il dizionario finale, proprio dedicato alle piante... per esempio, sapevate che gli alchechengi (frutti commestibili, utilizzati anche in pasticceria), possono essere velenosi se non sono abbastanza maturi? Aiuto!


Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

1 commenti:

  1. promettimi che ci sarai sembra molto carino come libro, mentre Madapple non lo conoscevo §^^ Comunque ti ho taggata qui! :3 http://ikadreaming.blogspot.it/2014/04/tag-11-expectation-vs-reality.html buon sabato!

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