Resta anche domani

Titolo: Resta anche domani
Autore: Gayle Forman
Editore: Mondadori
Collana: Shout
Anno:2009
Pagine:247
Prezzo: 15,00

Trama:
Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello ie il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani

Recensione:
Era da un po' che avevo adocchiato questo libro, ma devo essere sincera, non avevo idea di cosa parlasse fino a che non l'ho avuto tra le mani.
Lo volevo leggere perchè ne avevo sentito parlare benissimo, lo volevo leggere perchè ha uno di quei titoli che ti attirano subito, e che mi suggeriva una di quelle storie che piacciono tanto a me.
Per fortuna la prima impressione si è rivelata essere giusta (spesso copertine e titoli sono tropo fuorvianti, ma si sa, anche l'occhio vuole la sua parte e spesso porta a fare acquisti impulsivi!).
Mentre leggevo il libro, ho poi scoperto che ne hanno fatto un film che uscirà tra non molto, di cui è da poco uscito il trailer: un motivo in più per leggerne il romanzo quindi.
Trama
Mi ha ricordato un po' Storia catastrofica di te e di me, ma mi è piaciuto assai di più (di quello il finale mi aveva fatto un po' storcere il naso). È una storia commovente, la lacrimuccia rischia di spuntare una pagina si e una pagina no, e nel suo viaggio tra la vita e la morte, nel suo stringere e denti e combattere, anche se non ha idea di come fare, Mia ci racconta tutto di lei.
La sua passione per il violoncello, il rapporto con la sua famiglia, la sua stramba migliore amica, e l'amore inaspettato per Adam. Mentre vaga tra i corridoi di un ospedale sempre di corsa, divisa tra il dolore per le perdite atroci subite e l'affetto dei suoi parenti tutti accanto a lei, Mia narra, con la sua voce di adolescente cresciuta in una famiglia di musicisti matti, tra insicurezze ed esibizioni, una storia che colpisce dritto al cuore, nel suo modo delicato e autentico l'amore per la vita e le cose che la colmano di felicità e troppo spesso diamo per scontate.
Ho trovato un unica pecca. Io amo, amo, amo la musica. Io sono quella che da piccina si addormentava, oltre che con le ninna nanne, con le canzoni che mia mamma metteva in sottofondo, con le cassette (bei ricordi!). Sono quella che aveva sempre una canzone preferita da sfoggiare, e a cui le amiche chiedevano i titoli delle ultime novità. Sono quella che in terza media ha scoperto i Green Day e ha scoperte cosa volesse dire avere un idolo, qualcuno da seguire, qualcuno da aspettare, qualcuno che scrivesse canzoni in grado di farmi sentire viva. Sono quella che l'anno successivo ha conosciuto i Finley e non li ha più abbandonati, facendo un patto con se stessa, risparmiando e facendo sacrifici pur di riuscire ad andare a vederli una volta di più. Sono quella che odia le discoteche, ma vivrebbe sotto al palco di un concerto, per saltare, urlare, cantare senza doversi preoccupare di essere stonata, cantare circondata da persone che coltivano la mia stessa passione. Detto questo, (spero di avervi fatto capire un minimo quanto la musica sia fondamentale nella mia vita), trovo che in questo libro sia un po' eccessiva la sua presenza.
Tra poco mi prenderò a padellate in testa da sola per ciò che ho appena detto, ma ormai non lo posso più rimangiare! Adoro il fatto che Mia suoni uno strumento, che il su ragazzo sia un musicista, che suo padre facesse parte di un gruppo punk (yeah!), ma sembra che tutte le persone che circondano Mia siano delle super esperte di musica, come è possibile? Per carità, anche a me piacerebbe avere gente con cui poter parlare all'infinito della mia passione-ossessione, ma non pretendo che tutti quelli che conosco condividano i miei interessi.
Il fatto che madre-padre-fidanzato-migliori amici dei genitori-fratellino-nonni siano tutti coinvolti nella musica mi suona (si, ho proprio detto suona!) strano, forzato, che ha dell'incredibile.
Il finale è abbastanza aperto, pensavo fosse un libro autoconclusivo e invece ho scoperto che esiste un seguito, Where she went, che sono moooolto curiosa di leggere.
E' un romanzo molto emotivo, intriso di sentimenti, con un linguaggio scorrevolissimo che si legge in fretta.
Consigliato a tutti!

Valutazione:
♥♥♥♥

3 commenti:

  1. Io l'ho letto in due mattine e se ci riesco pubblicherò oggi la recensione (non ho molto tempo e internet fa i capricci).
    Io l'ho trovato bellissimo. In effetti se proprio mi ci fai pensare hai ragione sul fatto che tutti amino la musica e suonino qualche strumento... ma la cosa non mi ha infastidita, insomma è talmente bello questo libro *-*

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  2. *^* sembra bellissimo!
    Complimenti per la recensione, scrivi veramente bene ^-^
    hai un blog carinissimo, complimenti :)

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