Doppia recensione: La luce sugli oceani | La ragazza dei lupi

Come al solito, il tempo è poco, mentre e recensioni da recuperare sono molte, giuro che non lo faccio apposta!
Ecco quindi per oggi, due mini recensioni, di due romanzi che ho letto all'inizio di questo mese. 

Titolo: La luce sugli oceani
Autore: M.L. Stedman
Editore: Garzanti
Anno: 2013
Pagine: 366
Prezzo: 9,90

Trama:
Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull'isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d'improvviso la quiete dell'alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l'oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d'attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell'ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro.

Recensione:
Arriverà presto al cinema, il film tratto da questo libro delce-amaro di M.L.Stedman. 
Il romanzo racconta la storia di Isabel e Tom, una coppia che vive su un'isola  brulla e solitaria, in cui Tom è il guardiano del faro. Ed è proprio sulle rive dell'isola che un giorno i due coniugi trovano un fagottino, una bimba piccolissima arrivata assieme al cadavere di un uomo. Isabel decide di tenere la piccola, che le sembra un dono del cielo, per lei e per il marito, che hnno affrontato il dolore grandissimo dell'aborto.  Ma da lì le cose inizieranno ad incrinarsi, in particolar modo quando salta fuori la vera madre della piccola.

Questo libro racconta una storia delicatissima, potente, che cattura il lettore fin dalla trama, parla di sofferenza e speranza, rinascita, dolore e conflitto, soprattutto con sè stessi, che poi è il tipo di conflitto peggiore da provare.
Inizia in modo calmo, lento, e poi prende via via un ritmo più veloce, nel raccontare i dubbi di questa famiglia, che è felice con quella bambina ritrovata, ma che lo è diventata a discapito di altre persone che non si arrendono e sono ancora alla ricerca della loro bimba dispersa in mare.

Nonostante la particolarità e l'originalità della storia, nonostante le tantissime recensioni positive che avevo letto al riguardo prima di cominciare la lettura, devo dire che da questo libro mi aspettavo qualcosa in più.
Non che non mi sia piaciuto, ho apprezzato la storia, i personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto Isabel e Tom, che sono di un certo spessore, bene o male ho trovato scorrevole anche lo stile utilizzato nel raccontare la storia, però non è riuscito a coinvolgermi come mi aspettavo.

In particolare sul personaggio di Isabel, non so ancora bene cosa pensare, perchè sebbene capisca la sua scelta, il dole che ha affrontato e la disperazione in prospettiva all'idea di perdere nuovamente un figlio, è anche vero che, avendo proprio provato quella perdita, per lei è semplice mettersi nei panni della vera madre di Lucy. Non sono riuscita a capirla appieno, ecco, mentre ho compreso meglio il personaggio di Tom, con i suoi pensieri non detti, le notti insonni e i silenzi di fronte a quella moglie che ormai fatica a riconoscere.


Devo dire che ci ho messo un po' a finirlo, a tratti l'ho trovato piatto e troppo lento,  e i dialoghi erano un po' carenti per i miei gusti, mentre l'ambientazione era molto buona. Forse non l'ho letto nel momento giusto, non lo so, ma mi aspettavo una storia che mi tenesse sveglia fino a tardi e riuscisse a farmi emozionare molto di più.  Spero comunque di riuscire a vedere il film che, chissà, magari una volta tanto  mi piacerà più del libro.

Valutazione:
♥♥♥




Titolo: La ragazza dei lupi
Autore: Katherine Rundell
Editore: Rizzoli
Anno: 2016
Pagine: 277
Prezzo: 15,00

Trama:
I soffialupi sono quasi impossibili da scoprire. Visti da fuori sembrano più o meno persone normali. Certo, ci sono degli indizi: è assai facile che manchi loro un pezzo di dito, il lobo di un orecchio, una o due dita dei piedi. Perché un soffialupi è il contrario di un domatore: accoglie un lupo cresciuto in cattività e gli insegna a vivere di nuovo tra i boschi, a ululare, ad ascoltare il Richiamo della foresta. Feo è una di loro, proprio come la sua mamma, e da sempre vive tra boschi perennemente bianchi di neve, avvolta nel profumo di legna e di pelliccia. Non tutti però amano i lupi, e ancor meno chi li aiuta a tornare selvaggi. E così, quando la mamma viene incarcerata ingiustamente, Feo non ci sta, e corre a salvarla.



"E' disumano togliere i libri a qualcuno prima di conoscerne la fine"
Recensione:
Se pensate che questo sia un banale libro per ragazzi, vi sbagliate! Questo romanzo è un piccolo gioiellino, adatto a qualsiasi età, perchè non tratta temi banali, anzi, non si limita a raccontare la storia di queste misteriose figure chiamate "soffialupi", parla anche di povertà, di regime ferreo, di guerra e disperazione, ma soprattutto della determinazione di una ragazzina, cocciuta e coraggiosa, disposta a tutto pur di ritrovare la sua mamma. E di salvare i suoi lupi.

Feo, infatti, la nostra protagonista, si dimostra essere, fin dalle prime pagine, un personaggio molto particolare. Abituata alla sua casetta in mezzo al bosco freddo e ostile, ma tanto familiare a lei, sua madre e ai loro lupi, quando questi ultimi vengono cacciati dalle famiglie ricche e aristocratiche, che non li trovano più necessari.
Con l'aiuto di una squadra "inaspettata", Feo compie un viaggio lungo e pieno di pericoli, ma con forza e determinazione, capace, pur essendo giovane e poco avvezza a stare con gli altri, di incitare chi le sta attorno a credere nella speranza, e in loro stessi.

Per quanto riguarda le figure dei lupi, sebbene avrei preferito approfondissero un po' di più il compito dei soffialupi, dopo un introduzione ottima,  ho trovato il rapporto di Feo con i suoi animali, davvero speciale. Va oltre il solito rapporto padrone-animale, perchè Feo sembra comprendere meglio di chiunque altro, i suoi lupi, sembra addirittura riuscire a comunicare con loro.
Il rapporto con la sua mamma, poi, è davvero profondo e speciale, si capisce subito.

Ho trovato, poi, le descrizioni dell'ambientazione, del paesaggio attorno alla casa di Feo, e a ciò che le scorre attorno durante il suo viaggio, davvero ottime, vivide e suggestive, così come le illustrazioni che impreziosiscono questo libro. Molto particolari, perchè non ci sono solo illustrazioni a pagina intera, ma anche piccoli dettagli che compaiono qua e là tra le pagine, come degli alberelli, o le orme dei lupi, e rendono il libro ancora più caratteristico.

Valutazione:
♥♥♥♥

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